Sesso e morte

Dopo venti anni di onorata carriera nell’Arma dei Carabinieri, il maggiore Emiliano Gonzaga è stato promosso a comandante del nucleo radiomobile di Milano.  
Primo giorno al comando e primo caso da risolvere. Il maresciallo Cuomo entra di corsa nell’ufficio del maggiore posto al primo piano. 
<<Maggiore, abbiamo ricevuto una chiamata per un omicidio in viale Sarca al civico 30. Una donna di 49 anni è stata trovata senza vita nel letto e senza alcun vestito addosso.>> 
<<Iniziamo bene la giornata maresciallo.>> 
Si tratta di Ivana Colombo moglie separata di Fabio Crespi il più noto gioiellieri di Milano, nonché sua ex compagna del liceo Machiavelli e la rivedeva in quella situazione scabrosa dopo vent’anni. Certo, se non fosse stato per il nome, il maggiore Gonzaga non l’avrebbe mai riconosciuta. 
Da una rapida e pietosa occhiata i cambiamenti erano notevoli. Quel corpo che il maggiore aveva davanti, ancora bello, era tuttavia molto più pastoso della compagna di scuola che ricordava, i capelli erano biondissimi e ricci, quando Lui la ricordava con i capelli lunghi, lisci e neri come l’ebano. Gli occhi spalancati erano azzurri, e Lui li rammentava verdi come gli smeraldi.  
Il medico legale, il dottor Serena avanza le prime ipotesi. 
<<Brutto affare maggiore.>> 
<<Cosa mi sa dire con precisione dottore?>> 
Il dottor Serena è una specie di dottore vecchio stampo, uno di quei medici legali che lavorano con ampolle e alambicchi ma che ottengono sempre grandi risultati. 
<<La vittima è morta soffocata col cuscino. Non c’è stata violenza sessuale, ma era consenziente, ed è morta al termine dell’amplesso, direi quasi in contemporanea. Diciamo che l’assassino, mentre era in pieno esercizio delle sue prestazioni, sapeva benissimo come voleva terminare il gioco.>> 
Il maggiore Gonzaga guarda il dottore con mestizia e un pizzico di emozione. 
<<Eravamo compagni di scuola. Ricordo che era bravissima in matematica e italiano ed era una ragazza molto intelligente…>> 
Nel suo ufficio il maggiore Gonzaga iniziò a studiare tutti gli elementi che aveva su Ivana. 
Era stata sposata per dieci anni e separata da appena sei mesi. Il marito aveva un’altra giovanissima donna di trent’ anni, polacca, che attualmente abitava con lui da subito dopo la separazione. Ivana l’aveva presa molto male, poi aveva iniziato, forse per vendicarsi, a fare una battaglia prettamente economica, dal momento che avevano la comunione dei beni e finanziariamente erano cresciuti insieme.  
Anche lei aveva lavorato nel negozio di gioielli, ma unicamente occupandosi di amministrazione. Quando Fabio, il marito, le aveva comunicato le sue intenzioni circa la separazione, dopo i litigi, Ivana si era precipitata da un avocato di fiducia, certo De Mattia Massimo e aveva iniziato la sua battaglia di parte offesa. Non era andata a caccia dei mariti delle altre, ma di giovani scapoli ed uno era suo assiduo frequentatore, l’ ingegnere Umberto Trezzi, trentacinquenne di bella presenza, con lavoro attualmente precario. 
L’ingegnere Trezzi fu interrogato, ma per quella sera aveva un alibi di ferro: era in ospedale ad attendere il nipotino che la sorella stava dando alla luce. 
Il maggiore convocò Fabio Crespi il gioielliere. Personaggio eccentrico e distaccato con la mania della palestra e della forma fisica perfetta.  
<<Maggiore, io non vedevo Ivana la mia ex moglie da molti mesi.  I nostri avvocati lavorano per i nostri beni  ed io la sera della morte di Ivana ero in negozio a controllare l’inventario. Poi la sera sono andato dalla mia compagna Paola e abbiamo trascorso tutta la sera insieme.>> 
<<Vede, signor Crespi  essere sicuri anzi essere troppo sicuri di se stessi porta sempre molti svantaggi.>> 
<<Non capisco cosa voglia dire.>> 
<<Uno che sposa una donna, ci vive per dieci anni insieme e, anche se poi s’innamora di un’altra, dovrebbe essere almeno dispiaciuto, costernato per l’omicidio di sua moglie. Invece lei mi ha consigliato di cercare l’assassino tra i giovani amanti di Ivana. Mi pare un po’ troppo signor Crespi.>> 
Il silenzio parlava da sé. 
L’indomani mattina il maggiore Gonzaga con il maresciallo Cuomo tornano all’attico di viale Sarca.  
Era un’abitazione ordinatissima, tutto era al suo posto, non era mancato nessun gioiello, nessun quadro o altro oggetto di valore.  Gli armadi erano pieni di tantissimi vestiti, lunghi, corti, di colori di cui non conosceva neanche l’esistenza e non avrebbe saputo come definirli, per non parlare delle scarpe. 
<<Ivana aveva sempre buon gusto nel vestirsi.>> 
Il maresciallo Iniziò a frugare nei cassetti, e trovò quaderni con contabilità, fatta a mano.  
<<Guardi qua cos’ho trovato maggiore.>> 
Il maggiore riconobbe la sua scrittura numerica, precisissima, senza neppure un baffo con la penna; numeri, numeri e solo numeri. 
<<Era la prima della classe con i numeri. Controlliamo bene ancora da cima a fondo maresciallo.>> 
Il maggiore Gonzaga riguardò tutte quelle scarpe perfettamente allineate di tanti colori; erano a vista, ma c’erano pure scatole sullo scaffale sottostante, larghe ma non lunghe. Le aprì. Cappelli. Tanti cappelli invernali, rigidi e di lana. Quasi tutti di colore nero. Pensò a cosa potevano servire tanti così, forse una fissazione e poi tutti di colore nero o viola… boh, probabilmente un’altra mania di una persona ricca e viziata. La curiosità fu più forte di Lui, pensava di trovare un indumento di colore diverso e invece trovò il diario. 
Un libretto azzurro scritto con una calligrafia incerta a volte tonda a volte piccola. In questo diario c’era la vita di Ivana negli ultimi sei mesi. Rammentava l’amore per il marito come se fosse stato il primo giorno. Narrava un amore stupendo con Fabio in quell’ultimo mese, forse perché possedeva  il profumo dell’incontro clandestino. 
<<Cuomo, repertiamo questo diario.>> 
Ancora non avevano dato notizia agli avvocati, ma Fabio Crespi  ci aveva ripensato, l’amava ancora e voleva tornare con lei.  
In realtà Fabio Crespi aveva in testa un disegno diverso: se Ivana in qualche modo, fosse scomparsa dalla terra, Fabio avrebbe avuto Paola, il bimbo, e le sue finanze si sarebbero ulteriormente rimpinguate con la parte della ex moglie, senza contare che non avrebbe più dovuto passarle il cospicuo vitalizio.  Bastava solo fare le cose per bene. Era sicuro di poterla riavvicinare, sapeva bene quanto ancora Ivana fosse presa da lui. 
Dopo aver richiuso l’armadio il maggiore Gonzaga  con aria soddisfatta disse ad alta voce:. 
<<Ivana lo hai incastrato col diario che non sapevi scrivere, mi dovrà spiegare perché mi ha detto che interloquivano solo gli avvocati, quando invece, lui  faceva l’amore qui sul tuo letto. Dovevo scoprire il tuo assassinio… per tutti i foglietti che mi hai passato, te lo dovevo proprio e mi dispiace, nella scelta della tua vita, non hai avuto il tuo solito fiuto, hai scelto le mani sbagliate. Sappi che il tuo caro marito non mi è piaciuto per niente da subito, troppo perfetto per essere vero, se ci fossimo rivisti prima, di sicuro ti avrei messo in guardia, ti ricordo come una bella persona. 
Il maggiore Gonzaga raggiunse l’obiettivo della giornata ed anche la soluzione del caso. 



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